Pubblicato il: 16 Novembre, 2010

Avviare un’impresa? Una vera…impresa

avviare un'impresaQualora si voglia aprire un’attività propria, fattori come l’impegno e la buona volontà non bastano. Abbiamo parlato con Simone Pierazzoli, giovane fondatore di una neonata azienda per capire quali siano gli ostacoli cui va incontro la categoria dei piccoli imprenditori.

Di cosa si occupa la tua azienda?

La mia azienda si occupa di digitalizzazione di documenti e archiviazione digitale: detto in parole povere, rendiamo disponibili su supporto informatico tutti i documenti grazie ad un software che si occupa dell’archiviazione e della gestione documentale.

Hai incontrato maggiori ostacoli o agevolazioni nell’avviare il progetto?

Sicuramente maggiori ostacoli e, paradossalmente, posti proprio da chi dovrebbe avere tutto l’interesse di favorire l’imprenditoria: lo Stato e il sistema burocratico. Anche le banche certo non aiutano.

A che tipo di ostacoli ti riferisci?

Un processo che dovrebbe essere “banale” come quello della creazione di una società si può rivelare lungo e frustrante. Una persona che volesse aprire un’attività deve necessariamente appoggiarsi a dei professionisti, commercialisti o associazioni di categoria, per poter andare avanti nell’iter, naturalmente con tutti i costi del caso. Non solo si rende difficile creare una società, ma ti costringono a spendere, oltre al capitale necessario all’azienda, molti soldi per poter realizzare la tua volontà.

Gli aiuti statali sono utili?

I famigerati “aiuti all’imprenditoria”: formalmente ci sono, ma, di fatto, no. Accedere a queste forme di sovvenzione è abbastanza complicato e in ogni caso sono fondi che vengono erogati ex-post, quando la società è già stata creata e quindi sono già state sostenute le spese.

E le banche?

La concessione dei prestiti è subordinata a tutto in sistema di garanzie che il cliente è in grado di fornire, quindi un giovane che volesse iniziare un’attività, senza disporre di tali garanzie, si troverebbe in grosse difficoltà per poter accedere al credito. Certo, le richieste delle banche sono in parte comprensibili, ma magari una certa elasticità e capacità di valutare la bontà di un business plan sarebbero gradite: non basarsi quindi solo sulle garanzie che una persona può fornire, ma anche sulla qualità del progetto che vuole realizzare.

Tomas Mascali

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