Pubblicato il: 18 dicembre, 2009

Chi è Stato

Chi+è+Sta..Troppe e stonate le parole che inquinano la memoria di Piazza Fontana. Quei sette tragicomici processi non erano sufficienti a disonorare le vittime e a ridicolizzare ancor di più questa burla costituitasi in Stato? Napolitano ha pensato di no, perciò ha sentito il bisogno di rettificare le parole di buon senso pronunciate, chissà per quale distrazione, al Quirinale. Direte voi: è quasi un fatto di circostanza sfoderare, davanti alle vedove Calabresi e Pinelli, la consueta giaculatoria dell’«evitare che le legittime divergenze possano sfociare in tensioni tali da minacciare la vita civile». Peccato che non si parlasse del rogo di Primavalle, ma di diciassette morti innocenti e novanta mutilati che di lotta politica non avevano idea, se non per la visione di qualche tribuna elettorale. Peccato, soprattutto, che la presenza delle due vedove risalisse non a questi giorni ma a sette mesi fa, quando Napolitano non ebbe a pronunciare tali assennate parole. No, il Solone del Vomero preferì allora tracciare un opportuno bilancio di quella stagione terroristica volta alla stabilizzazione moderata del quadro politico, se non al rovesciamento della democrazia. Le inquietanti parole di cui sopra, degne della retorica degli “opposti estremismi”, sono state dunque ripescate in questi giorni. Mette il vestito buono per le celebrazioni ufficiali, Napolitano, celando frettolosamente la polvere sotto il tappeto. Un vero peccato. Vorremmo poter vivere in un paese che renda finalmente giustizia alla sua storia, nel bene e nel male. Finché la separazione della Ragion di stato dalla ragion politica permarrà, nel nobile ma ingrato compito di salvaguardare le relazioni atlantiche e chissà che altro, l’Italia continuerà a essere un paese malato e smemorato, poiché privo di una storia nazionale ovvero autonoma. Il Napolitano neoministro dell’Interno aveva detto: “Segreto di stato? Non siamo qui per riscrivere la Storia”.

Enrico Sciuto

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