Pubblicato il: 16 Aprile, 2008

La Chiesa e il Dio denaro

Fare politica nel nome di Cristo.
Correva l’anno 1929. In Italia il regime stava facendo il proprio corso ma nel destino di quegli anni rimane lo storico accordo tra Lo Stato Pontificio e lo Stato Italiano; un concordato che storicamente viene ricordato con il nome di “Patti Lateranensi”. Il concordato di fatto sancì l’esistenza autonoma dello Stato Vaticano e la collaborazione reciproca delle due istituzioni riconoscendo al Clero una funzionalità istituzionale con il potere di avere proprie regole e leggi. Partiamo dalla considerazione (seppur personale) che la Chiesa dovrebbe avere come regole esclusivamente i dogmi cristiani senza imporre leggi di natura “laica” o mascherare finti consigli con prese di posizione autorevoli e condizionanti il “nostro” o qualunque sistema di governo. La Chiesa cattolica ha nei fatti traviato il messaggio di Cristo e questo è lampante, se no non si sarebbe arrivati allo scisma con la Chiesa d’Oriente (ortodossia) e al conflitto con i protestanti di Martin Lutero. Questa è storia che purtroppo si è consolidata nel tempo. Infatti troviamo banche, radio e TV in mano ai cattolici. Strumenti ottenuti grazie all’accumulo di ricchezza proveniente dalle razzie nei confronti delle popolazioni credute “eretiche”, attraverso il tribunale dell’Inquisizione e mediante le notissime indulgenze. Ma la Chiesa può detenere tutte queste ricchezze? Questo è tra gli aspetti più preoccupanti della Santa Sede. Si predica la povertà e l’aiuto per il Terzo Mondo per poi scoprire che parte delle ricchezze proviene dalle scorribande e dalle Crociate fatte nei secoli addietro proprio dalla Chiesa. Oggi (non certo solo nel XXI secolo) assistiamo alle continue pressioni che il Clero cerca di imporre alla laicità dello Stato italiano. Protegge una morale distorta, impone costumi, filtra qualunque cosa che ritenga naturale e crea proseliti attraverso l’inganno. Parlare nel nome di Cristo è uno “stupro” a chi crede veramente, sono illazioni continue. La traduzione e l’interpretazione ad libitum delle Sacre Scritture sono una serie di bugie affastellate in maniera contraddittoria. Ecco quello che ci tocca sopportare come Stato Libero! La Politica del clero che tenta ogni giorno di salvaguardare il proprio “credo” e il proprio Dio denaro dalla ristrettezza, dai confini che vanno restringendosi in ogni istante sempre di più. La cultura dilaga e ci sarà sempre meno spazio per un’istituzione piena di falle che combatte il progresso e i mezzi d’informazione per paura che possa veder diminuito il proprio potere. Nel 2007 abbiamo avuto un governo di sinistra con una forte componente radicale; abbiamo vissuto con la speranza di cancellare la vergogna eliminando i patti lateranensi e le cariche istituzionali ecclesiastiche. La religione si mischia tra la gente e va predicata per le strade e non utilizzando mezzi “forti” per tentare di “confondere le acque”. Gesù Cristo disse: “Chi mi ama mi segua!“.

Eleonora Parenti

5 Responses to “La Chiesa e il Dio denaro”

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  1. 5
    Federico Says:

    Caro Davide forse non basterebbero neanche milioni di pagine per parlare delle nefandezze della Chiesa. E’ per questo magari che l’articolo ti sembra così semplicistico? Oppure non bastano fiumi di parole per ricordare l’ovvietà di quanto male abbia fatto la Chiesa cattolica con le alleanze, le imposizioni, le leggi create appositamente per allargare il proprio dominio, per umiliare l’umanità alla stessa stregua del più vile dei regimi e per ingigantire uno strapotere quasi incontrastato. Adesso qualunque cosa venga detta è facilmente smontabile considerando i tentacoli di cui gode la Santa Sede. Un esempio classico lo abbiamo in Europa dove certe leggi veicolano molto più facilmente rispetto a quanto avviene in Italia territorio in cui Città del Vaticano spadroneggia sin dalla notte dei tempi. Ci vorrebbero 1000 Napoleone Bonaparte per frenare una simile tenaglia istituzionale.

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