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Gli adolescenti e i falsi idoli [seconda parte]

20 marzo 2012, di   Stampa articolo Segnala articolo  

televisore-rottoLa famiglia, prima agenzia educativa, ha tra i tanti compiti anche quello di offrire esempi e stimoli ai figli per la formazione della propria personalità, attenzione non si tratta di plasmare i figli ad immagine dei genitori ma di fornire esempi validi ed educativi. La strutturazione della personalità e dell’immagine personale, psichica e fisica, del figlio avviene con l’identificazione nella figura del proprio sesso, quindi i figli maschi si identificano nella figura del padre e le figlie femmine nella figura della madre.

Il ruolo dei genitori quindi è di notevole importanza, i figli sono attenti a tutti gli stimoli e i messaggi che ricevono e sono molto attenti ai comportamenti dei genitori, i bambini dopo i tre anni iniziano a identificarsi nel genitore dello stesso sesso imitandone i loro comportamenti: ecco le bambine truccarsi come la mamma, giocare a cucinare, etc e i bambini cercare il padre per giocare a pallone o ad un gioco al pc. Naturalmente è importante stare tutti insieme in famiglia senza differenzione di sesso ma l’identificazione è fondamentale, senza identificazione i figli non formeranno una matura personalità.

I giovani con una personalità matura, critica e autonoma riescono ad evitare l’uniformarsi a certi modelli imposti dalla società e riescono ad esprimere i loro giudizi senza farsi condizionare dal gruppo e senza sottomettersi alle decisioni del leader di turno. Spesso molti giovani si comportano come tutti i membri del gruppo, iniziano a fumare, si tatuano il corpo, bevono molto e adottano comportamenti inadeguati e spesso anche pericolosi solamente per essere come gli altri, per essere accettati dal gruppo e non essere messi da parte. Questa è la fase più difficile in cui i genitori devono essere presenti e guidare i figli, genitori attenti pronti all’ascolto, al dialogo e al confronto, genitori che sappino rappresentare ai figli la realtà ben diversa dalla televisione e dal mondo dello spettacolo, genitori che riescano a far comprendere ai figli la ricchezza della diversità intesa come valore e i limiti e i pericoli del “gruppo”.

Il gruppo dei pari ha un valore positivo nella crescita dei giovani ma quando si parla di un gruppo di giovani diversi con proprie personalità, proprie idee e propri ideali, un gruppo fondato sul rispetto dell’altro e sul confronto di idee, un gruppo in cui tutti devono essere “uguali” con gli stessi tatuaggi, gli stessi vestiti e le stesse idee assume, invece, un valore negativo che non permette la crescita e la formazione dei giovani.

La Pedagogista, Mediatore Familiare
Dott.ssa Claudia Dell’Aquila

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