Pubblicato il: 26 settembre, 2011

Legge Brunetta al vaglio della Corte Costituzionale

legge-brunettaLa battaglia del Ministro Brunetta contro i “fannulloni” presenti nella pubblica amministrazione ha trovato uno strumento certamente efficace  nella  legge del 6 agosto 2008, n. 133 la quale, scoraggia le finte malattie con una decurtazione dello stipendio. Infatti l’art. 71,  prevede che a decorrere dal 25 giugno 2008 per ogni assenza per malattia del dipendente, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto  il solo trattamento economico fondamentale, con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso  e continuativo, nonché di ogni trattamento accessorio. Nei giorni scorsi il Giudice del lavoro del Tribunale ordinario di Livorno – Dr.ssa Jacqueline Monica MAGI, ha sollevato con propria ordinanza una questione di legittimità costituzionale del predetto articolo 71 ritenendo, che esso contrasti palesemente con gli artt. 3, 32 ,36 e 38 della costituzione. Secondo il ragionamento del giudice MAGI a causa della legge BRUNETTA per il lavoratore ammalarsi è diventato un lusso che viola l’art. 36 della costituzione che sancisce il diritto del  lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro ed,  in ogni caso sufficiente ad assicurare una a se ed alla sua famiglia una esistenza libera e dignitosa; l’art. 3  in quanto crea una ingiustificabile situazione di disparità di trattamento tra i lavoratori del settore pubblico e quelli del settore privato;  l’art. 32 che tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino sia come singolo che come appartenente alla collettività ed , infine l’art. 38 che garantisce al cittadino lavoratore in caso di inabilità i mezzi necessari al suo sostentamento ed a quello della sua famiglia. Fermo restando che come sempre, non si può fare di tutta l’erba un fascio, tuttavia non può certamente non riconoscersi che il problema esisteva e forse esiste e, qualche iniziativa per scongiurare il fenomeno dell’assenteismo dal posto di lavoro andava pura adottata. Comunque nell’attesa del vaglio della consulta occorre confidare nel senso di responsabilità  dei medici!

                                                                                                    Angelo Ruberto

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