Pubblicato il: 4 Giugno, 2010

Tre anni di attesa per l’esito di un esame

Il 2 ottobre 2006 la Regione Campania pubblicò un bando per la concessione di aiuti alle piccole e medie imprese. Il bando aveva l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del tessuto produttivo regionale, in particolar modo il settore tecnologico e dell’innovazione e aveva un costo preventivato di circa 120 milioni di euro. Molte aziende campane sottoposero alla Regione le proprie proposte: a distanza di tre anni, però, ancora non si conosce l’esito del bando né quali proposte siano state accettate e quali cestinate. A raccontarcelo è Girolamo Di Francia, docente di Tecnologie elettroniche e nanodispositivi all’Università Federico II di Napoli e coordinatore di un gruppo di 10 ricercatori dell’Enea di Portici, un ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente.

Dott. Di Francia, quali erano gli obiettivi ultimi del bando?

Questo bando è nato in ottemperanza alla misura 3.17 del POR Campania del 2000/2006 e riguardava principalmente l’innovazione tesa a far riguadagnare un po’ di competitività interna e internazionale alle nostre aziende. Molti imprenditori campani hanno presentato regolare domanda, qualcuno fornendosi anche dell’aiuto di università o enti di ricerca come il nostro, riuscendo a presentare progetti interessanti nell’ambito della ricerca e dell’innovazione.

A distanza di 3 anni dalla presentazione delle domande, ancora non se ne conosce l’esito?

Esattamente! La domanda che tutti si fanno è quando verrà pubblicato l’esito? Quando si inizierà a lavorare effettivamente? Nessuno finora è stato in grado di fornirci una risposta.

Ha provato a contattare gli uffici regionali per chiedere lumi sulla questione?

L’unica cosa che sanno dirci è di aspettare; cosa non si sa. Non fanno altre che aumentare le nostre preoccupazioni. Per adesso sappiamo solo che con il Decreto Dirigenziale del 28 Gennaio 2009 sono state individuate le domande che presentavano regolare documentazione, ma sulla selezione, a distanza di più di un anno, nulla si sa e nulla ci è stato ancora comunicato.

Ai tempi di attesa lunghissimi vanno aggiunti anche gli sprechi di denaro pubblico…

I fondi destinati a quella misura sono ancora inutilizzati, ma le spese sostenute finora per la mera gestione del bando sono molto alte. Il rischio maggiore però è quello di fare del tardivo maquillage ad un apparato imprenditoriale che ha certamente bisogno di essere rivitalizzato e non calpestato.

Cosa potrebbe far smuovere la situazione? Qual è il suo appello?

Spero solo che il neo Assessore all’università e alla ricerca scientifica, il prof. Guido Trombetti, si prodighi per velocizzare la risoluzione di un problema che oramai si trascina da troppo tempo. La competitività dei settori produttivi della nostra Regione ha bisogno di essere riassestata e per farlo è necessario che l’intero indotto regionale si dia una mossa e si metta all’opera.

Massimiliano Mogavero

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