Pubblicato il: 17 Luglio, 2010

Asolo dai 100 orizzonti

Vicino al Monte Grappa, Asolo è nota ai più per il suo legame con il giro d’Italia. Eppure facendo una tappa anche veloce, con o senza bicicletta, in un soleggiato fine settimana ci si può rendere conto di quanto questo borghetto veneto sia molto popolare tra i turisti anglofoni, uno su tutti fu Ernest Hemingway.

Sicuramente gioca a suo favore il fatto di avere uno dei più suggestivi centri storici in Italia, con edifici perfettamente conservati e balconi fioriti che si affacciano sulle strade preservate dal traffico. Eppure Asolo, per gran parte degli italiani, è una sconosciuta nonostante bellezze architettoniche e naturali. Dalla loggia del Capitano alla cattedrale, dal Castello della Regina, oggi Teatro Duse, alla medievale Torre dell’Orologio sino alla Casa che fu proprietà di Eleonora Duse, Asolo regala scorci pittoreschi che possono essere apprezzati in un’unica visione d’insieme dal camminamento superiore della rocca fortificata che domina il borgo e le città limitrofe. In breve: un gioiello con tanto di scrigno fortificato.

Un buon modo per scoprirla è stato il Palio dei 100 orizzonti tenutosi nelle giornate del 24 – 25 – 26 – 27 giugno. Vasai, artigiani del legno, bambini che modellano argilla sotto lo sguardo attento dei maestri di bottega, cori alpini in piazza Garibaldi vicino alla fontana cinquecentesca con il simbolo di Venezia a rappresentare il dominio della Serenissima anche sull’entroterra Veneto. Nove equipaggi appartenenti ai comuni del circondario guidano una biga romana con un’ancella a bordo. Il tutto a voler celebrare le origini antichissime della città, mentre nell’adiacente piazza Brugnoli ha luogo una fiera in cui  tutti i comuni e le rispettive pro loco possono promuovere le proprie iniziative locali e i prodotti tipici.

Fu il Carducci ad attribuire l’appellativo di città dei 100 orizzonti, il perché è facilmente comprensibile dalla vetta del Colle Ricco dal quale si possono dominare valli e colli, città e borghi.

Asolo incanta ed ha qualcosa di fiabesco. Del resto la regina di Cipro, Caterina Cornaro, creò qui sul finire del ‘400 una sfarzosa corte rinascimentale, perno di artisti e letterati tra cui Pietro Bembo che vi scrisse gli Asolani, opera dedicata all’amore. Mai tema fu più adatto per questa cornice, i balconi in fiori fanno sembrare Verona e i sogni shakespeariani molto più vicina.

Luca Colnaghi

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