Pubblicato il: 19 settembre, 2011

Cose dell’altro mondo… mica tanto

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Cose dell'altro mondo (locandina)

Il razzismo e l’ipocrisia dilagante dell’Italia contemporanea, nell’ultimo lavoro di Francesco Patierno. Una favola paradossale narrata con lo stesso linguaggio politicamente scorretto del suo protagonista.

Un film che già prima di approdare sugli schermi ha provocato indignazione e polemiche in una parte del mondo politico italiano, quella padana. È proprio a certa retorica leghista, ma non solo, che si rivolge l’ultimo lavoro di Francesco Patierno, nella sezione Controcampo al 68° Leone d’oro di Venezia. L’arringa che il ricco imprenditore del nord-est (Diego Abatantuono) rivolge dalla propria emittente televisiva contro gli immigrati, sfoderando virate razziste e xenofobe ricorda tanto, purtroppo, certi discorsi dei politici di casa nostra. Tanta ignoranza alla base, e tanta ipocrisia. Pubblicamente si disprezzano gli stranieri  che non rispettano le leggi italiane e le prostitute nigeriane, e poi si sfrutta manodopera straniera a basso costo e di sera si frequentano proprio quei marciapiedi infestati. La scomparsa all’improvviso di tutti gli stranieri dalla penisola, rende evidente il loro ruolo ormai vitale ( e non è solo retorica buonista) all’interno della nostra società. La ricca e laboriosa città del Veneto, ad un tratto si risveglia priva di badanti, operai, camerieri, operatori ecologici, fino ad un giorno prima disprezzati. E allora ecco  in atmosfera grottesca e surreale, anziani abbandonati per le strade, aziende che sospendono la loro produzione per mancanza di personale, campi incolti, e così via, ad un passo dal baratro.  E allora forse ci si accorge di loro, perché, come recita il sottotitolo del film per farsi notare bisogna scomparire. Un film di cui si sentiva il bisogno, uno schiaffo al razzismo dilagante sempre più esplicito nei discorsi di chi rappresenta istituzionalmente. Realizzato con toni comico-grotteschi, una favola contemporanea grigia come il cielo della cittadina del Veneto, in cui si svolge. Protagonisti della surreale vicenda un caustico Diego Abatantuono, perfetto nel ruolo del ricco industriale del nord, un cinico poliziotto romano (Valerio Mastandrea), ed una maestra elementare antirazzista militante (Valentina Lodovini).

 Laura Timpanaro

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